Passa ai contenuti principali

Scuola Filippo Errico: l’indifferenza e la vergogna


Si può continuare ad accettare che i nostri figli stiano in aule in cui vengono ignorati i più basilari criteri di sicurezza ed igiene? Si può continuare a far stare i nostri bambini in aule che diventano torride serre nelle calde giornate di settembre e ottobre e in quelle primaverili, manco fossero lucertole o serpenti? Si può continuare a negare a questi bambini il diritto di istruirsi in luoghi sani e vivibili? Si può continuare a parlare delle stesse cose dopo che sono state fatte una serie di denunce e richieste (persino una lettera all’ex ministra Gelmini)? A Latiano è possibile e ciò non imbarazza
 nessuno. Non imbarazza la giunta comunale responsabile di tali mancanze, non imbarazza l’intero consiglio comunale che sull’argomento non si è mai espresso, non imbarazza la Scuola che continua ad essere luogo di parcheggio in cui si addestrano i nostri figli alla sopravvivenza sociale, non imbarazza i genitori che dovrebbero preoccuparsi dei loro figli in prima persona, non solo per una questione affettiva, ma perché lo impone la legge.




Tre anni fa per assicurare un minimo di vivibilità alla classe di mia figlia abbiamo acquistato, noi genitori, le tende ignifughe da mettere alle finestre dell’aula presso la Scuola Filippo Errico. L’altro ieri sono entrato per la prima volta nell’aula destinata all’istruzione della classe dell’altra bambina, è ho visto che per ripararsi dai cocenti raggi del sole ai vetri delle finestre sono appiccicati i fogli di carte. Non ci sono tende, ma fogli di carta. Pensare che da anni mi batto attraverso denunce, richieste, lettere fino alle massime istituzioni (persino all’ex Ministra Gelmini) per ottenere il diritto ad una scuola vivibile per i nostri bambini e nulla di nuovo succede. Oltre ad una profonda frustrazione provo vergogna di fronte a mia figlia perché non sono capace di far rispettare i suoi diritti che, nell’indifferenza generale, continuano ad essere calpestati da ignobili e incuranti personaggi a cui, oltretutto affidiamo il futuro nostro e dei nostri figli.



Commenti

Post popolari in questo blog

Latiano: Ecopacifisti fuori dalla Giunta e dal Consiglio comunale

Oggi è domenica, un’assolata domenica di Maggio. Appena sveglio, le mie bimbe mi ricordano di andare a comprare i cornetti e che più tardi bisogna andare a “Bentornata Primavera”. Colazione, un’occhiata ai giornali e tra le notizie stamane c’è anche Latiano: «Giunta, Ecopacifisti esclusi scattano proteste e polemiche». Stando al comunicato stampa sembra che si sia voluto tenere fuori dalla neonata giunta e dal Consiglio comunale personalità appartenenti al gruppo degli Ecopacifisti presenti nella lista “Sinistra per Latiano”. Le voci su questo «boicottaggio politico» circolano in paese da diversi giorni e qualcuno addebita tutto ad una regia occulta di «vecchi volponi» tornati sull’onda politica con le ultime elezioni. Chiacchiere di paese o verità?

Latiano: intervista a Said, titolare della macelleria halāl di via Martiri della Libertà

Said è un giovane marocchino di 29 anni. È nato a Loulad nella provincia di Settat, paese dell’entroterra marocchino a circa un centinaio di chilometri da Casablanca. Said proviene da una famiglia di macellai, infatti a Loulad assieme al padre e al fratello gestivano una macelleria. Da circa 11 anni Said si è trasferito in Italia: prima a Perugia dove ha vissuto per circa 9 anni, poi, da circa due anni, a Latiano. Qui ha continuato il suo mestiere originario aprendo una macelleria halāl (حلال). Secondo la cultura islamica (anche quella ebraica prevede qualcosa del genere col cibo Kosher ) il cibo, tra cui la carne, deve essere preparato e consumato secondo le prescrizioni dell’Islam; il termine halāl infatti nelle sue comuni accezioni di lecito , permesso , legittimo ci riporta a prescrizioni religiose

Latiano: le dimissioni dell’assessore Sansone-Distante

Non è sicuramente un periodo fortunato quello che sta attraversando la maggioranza che presiede l’amministrazione comunale di Latiano. Erano trascorsi pochi minuti dopo la mezzanotte del 31 dicembre quando una bomba è esplosa all’ingresso della abitazione del Presidente del Consiglio Salvatore De Punzio. Ieri, a distanza di quindici giorni dal violento episodio, l’assessore all’urbanistica Antonio Distante ha rassegnato le dimissioni da amministratore comunale. Se nel primo caso non è ancora chiaro quanto la vicenda sia riconducibile all’attività politico-amministrativa o a