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Chi vince e chi perde nella vicenda del trasferimento dell’”Armando Franco”

Pare aver raggiunto una conclusione la vicenda del trasferimento dell’istituto professionale “Armando Franco” presso la scuola elementare Bartolo Longo di Latiano. Alla fine, l’insensata ostinazione della giunta comunale e della maggioranza che la sostiene è stata superata da un provvedimento della Direzione Generale dell’Ufficio scolastico della Puglia che ha revocato la “parità” all’istituto professionale, facendo venir meno i requisiti su cui la giunta di Latiano, guidata dal dott. De Giorgi, aveva deciso per il comodato all’istituto superiore. La decisione dell’Ufficio scolastico della Puglia è stata salutata come una vittoria dagli Ecopacifisti, meritori di aver portato in consiglio comunale la vicenda; dalla società civile che in massa si era mobilitata; dalle democratiche istituzioni che (aggiungo io) quando vogliono riescono a porre un freno agli abusi di questa o di quell’altra istituzione. Ma questo successo, a ben vedere, risulta più amaro della cocciuta decisione del Sindaco di ospitare la scuola superiore. Analizziamo i fatti.
Come si legge nel provvedimento con cui l’Ufficio scolastico regionale ha revoca la parità all’”Armando Franco”, la scuola in questione ha omesso di presentare all’ente regionale una serie di certificazioni relative alla scuola Bartolo Longo, quali il certificato di agibilità, il certificato di idoneità igienico-sanitaria e il certificato di sicurezza antincendio. A questo punto mi chiedo e vi chiedo: perché l’Armando Franco non ha presentato i documenti di sicurezza previsti? Sarà forse perchè la scuola Bartolo Longo le certificazioni in questione non li ha mai avuti, risultando quindi illegale?
Per quanto mi è dato sapere, sino al 2009 tutte le scuole pubbliche di Latiano (tra cui anche la Bartolo Longo) mancavano di certificati di agibilità, prevenzione incendi dei VV.FF., conformità degli impianti elettrici e idrico-fognanti, protezione contro le scariche elettriche, sicurezza dei locali caldaie. Sarebbe a questo punto interessante sapere se, da allora, qualcosa è cambiato (io ne dubito fortemente!); credo pertanto doveroso da parte del sindaco, dott. Antonio De Giorgi, o dell’assessore alla pubblica istruzione oppure dell’assessore all’edilizia scolastica far sapere quanto le scuole latianesi siano sicure, mostrando ai cittadini e, in particolare ai genitori dei tantissimi bambini che quotidianamente frequentano i locali scolastici, quella certificazione che la scuola “Armando Franco” ha omesso di presentare all’Ufficio scolastico regionale.
Alla luce di quanto detto, la questione sicurezza degli istituti scolastici latianesi dovrebbe creare serie preoccupazioni nell’opposizione politica, altrimenti alcune prese di posizione potrebbero risultare di pura convenienza agli occhi dell’opinione pubblica, dimostrando che in fin dei conti si è paladini dei diritti dei cittadini solo quando si deve fare da spalla agli interessi di altre istituzioni. Lo stesso discorso vale per la CGIL-scuola e l’Ufficio Scolastico Regionale che sono risultati straordinariamente puntuali nel fermare giustamente l’insediamento della scuola “Armando Franco” a Latiano. Se un’attenzione sul caso continuerà a mancare da parte delle istituzioni sin qui menzionate, vorrà dire che i veri sconfitti della vicenda continueranno ad essere i genitori e i tanti bambini-studenti che sono stati, ancora una volta, semplici spettatori di un teatrino in cui si è solo recitato il funzionamento e il controllo delle istituzioni. Spegnere i riflettori sulla sicurezza nelle scuole di Latiano da parte di coloro che li hanno accesi, grazie alla vicenda dell’ “Armando Franco”, non significherebbe solo prendere in giro un’intera cittadinanza ma perpetuare in uno stato di illegalità che colpisce una delle parti più vulnerabile della nostra società, cioè i nostri bambini.

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