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Latiano: la crescita? passa dal museo


Mi è accaduto negli ultimi tempi di rivisitare il Museo delle Arti e Tradizioni che si trova in piazza Verdi (vicino al teatro Olmi) a Latiano. L’ultima volta che vi avevo messo piede risale al tempo delle scuole medie, quando scolaresche, provenienti anche da altri paesi, erano portate in questo luogo a contemplare gli oggetti che erano stati strumenti di vita quotidiana dei nostri padri e nonni.
Ma l’esito del “viaggio culturale”, che mi ero proposto alcuni giorni fa, ha avuto un epilogo triste. È stato davvero doloroso constatare la condizione disastrosa in cui oggi si conservano gli oggetti che hanno permesso ai nostri antenati, attraverso i gesti di vita quotidiana, di scrivere la nostra storia. Infatti la sensazione che ho avvertito è stata quella di entrare in deposito di cose vecchie dove il precario stato di conservazione ne ha fatto smarrire l’identità di oggetti. I manufatti e gli utensili erano completamente impolverati, alcuni rotti, e sembravano essere stati abbandonati qua e là. Molti erano prive delle didascalie che un tempo, oltre a presentare in italiano l’oggetto, ne riportava il nome dialettale.
Da un po’ di anni a questa parte, a Latiano si sta spegnendo il riguardo che merita l’arte, la cultura, la tradizione. E mentre negli altri paesi della provincia di Brindisi questi elementi significano anche turismo, lavoro, impresa, interesse dell’industria del cinema, a Latiano non si riesce a trasformare questi tesori in ricchezza sia morale che materiale.
Esaminando i curricula dei nostri amministratori attuali e trascorsi comprendiamo da dove deriva questa incapacità, e perché opere, come la tanto celebrata restaurazione della Torre del Solise, siano durate tanto tempo e siano costate tanti soldi.
In effetti se tralasciamo per un attimo la«questione museo» e parliamo di economia pubblica, Latiano è il paese dove coi soldi pubblici si fanno e si rifanno le strade e i marciapiedi del centro (e del mercato), per finire in tasca a qualche furbo imprenditore, mentre buona cosa sarebbe utilizzare il denaro pubblico per finanziare quei progetti, che in altri paesi del salento significano turismo e quindi ricchezza per la comunità. Per comprendere il “peso” che il fattore turismo ha a Latiano basta considerare che l’attuale amministrazione comunale non ha un assessorato ma una delega al ramo.
Come mai parlando del museo delle arti e delle Tradizioni siamo giunti alla amministrazione della cosa pubblica? Come mai partendo da un elemento culturale e istruttivo siamo giunti al pragmatismo della economia? Il contesto economico, prima che politico, che stiamo attraversando è particolarmente difficile e irto di insidie e, in tema di sviluppo e crescita, coniugare cultura, tradizioni, arte ed economia è divenuto un passaggio necessario anche se complesso. Proprio in virtù di tale complessità, solo una classe politica competente (ed onesta) può davvero produrre una siffatta combinazione. È facile concludere che a Latiano, viste le attuali premesse, occorre attendere non poco prima che un’amministrazione comunale riesca a realizzare qualcosa che porti il paese verso la crescita.

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