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Il reale volto della scuola italiana (che il Ministro Gelmini non vede)


Finito l’anno scolastico il Ministero dell’istruzione ha dato “in pasto” ai media i dati conclusivi dell’anno scolastico passato. Si tratta di elementi che mostrano la faccia severa della scuola, figlia dell’ennesima riforma. Per il Ministro Gelmini questa è “l’istruzione del merito”, questa è la scuola del rigore. Ricordiamo comunque che il ministro in parola agli esordi del suo mandato fu al centro di critiche a causa di una sua poco felice sortita sulla differenza tra gli insegnanti del sud e quelli del nord.
Comunque, snoccioliamo i dati del ministro: 400mila respinti nelle classi dalla prima alla quarta superiore, 70mila adolescenti bocciati tra la prima e la seconda media. Poi se si desidera qualcosa di più forte basta andare a leggere la rassegna stampa del sito del ministero per trovare titoli come «Primi dati maturità: 3000 bocciati in più dell’anno scorso. Scrutini: Tra medie e superiori circa 10000 bocciati per il 5 in condotta Scrutini: più bocciati nei professionali. Meglio i licei» oppure «Scuola, i risultati parziali degli scrutini: più bocciati alle scuole medie, in aumento i ragazzi con giudizio sospeso alle superiori».
La nostra storia, ma anche qualche rudimento di sociologia ci spiegano che questi dati sono (credo volutamente) incompleti perché non ci dicono chi si sta bocciando. In una classe formata da figli di disoccupati o precari, da ragazzi provenienti da famiglie a basso livello d’istruzione e ragazzi proveniente da famiglie benestanti con un buon livello di istruzione, mi sapete dire chi incorre più facilmente nella bocciatura? Non è forse questa espressione di una rinata scuola di classe? Il buon Silvio tempo fa lo ammise: «ciò che propongono – rivolto contro la politica della sinistra – di rendere uguale il figlio del professionista con il figlio dell’operaio» (http://www.youtube.com/watch?v=wfeqJtJailA). Allora questa scuola chi sta bocciando? Credo che chiunque, chiedendo in giro a studenti può, senza essere esperti di sondaggi, dare una risposta a questa domanda. Io l’ho fatto, ecco perché vi parlo della scuola del Ministro Gelmini come di uno strumento delicato, e al tempo stesso pericoloso, in mano ad una élite politica che darà dei risvolti sociali inquietanti. Ogni potere ha poi una suo sapere e chi vi si oppone deve essere comunque sminuito, deve essere fatto fuori e chi come me vorrebbe una scuola diversa viene marchiato d’essere un sessantottino; oltretutto io non ero neanche nato in quell’anno.


Ma cosa succede se a bocciare la scuola di Berlusconi è L’OCSE(Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico)? L’organizzazione in parola ci fa sapere che gli insegnanti italiani sono sottopagati, che le strutture scolastiche sono vecchie e mancano di moderni laboratori; intanto il ministro Gelmini prevede un taglio, per i prossimi tre anni, di 9 miliardi di euro. A ricordarci della fatiscenza delle strutture scolastiche non c’è bisogno di scomodare l’OCSE, la cronaca ci parla spesso di tragedie sfiorate e vissute nelle mura scolastiche, oppure basta dare una occhiata nelle scuole dove lasciamo (abbandonare sarebbe più idoneo) ogni giorno i nostri figli.
La scuola italiana da un po’ di anni ha smesso di funzionare, ma l’inazione dei responsabili (politici, dirigenti, insegnanti) ha trovato un capro espiatorio che ben si appresta all’attuale momento: il somaro indisciplinato. Basta sacrificare sull’altare un bel po’ di questa specie di vittime – che poi sono per la maggior parte figli di disoccupati, di operai, di precari – per tenere a bada un corpo sociale che non ha capito ancora, verso quale «Ritorno» stiamo andando incontro.

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