Passa ai contenuti principali

Post

Cartelle di pagamento del Consorzio Arneo tra raggiri e "deficit di conoscenza"

«è turnatu l’Arneo, mannagghia li ……..» è ricorrente tra i miei concittadini negli ultimi giorni. Con la frase dialettale, che assai spesso è accompagnata da   espressioni di disapprovazione, si intende dire: “a distanza di 10 anni il Consorzio di Bonifica dell’Arneo ha ripreso ad inviare gli avvisi di pagamento”. Nel 2005, infatti, il Tar di Lecce accolse il ricorso presentato, su proposta del Senatore Gaglione, dai comuni di Latiano, Manduria, Villa Castelli, San Pancrazio Salentino, San Donaci, Campi Salentina e dalla provincia di Brindisi, contro il Piano di riparto delle spese consortili dell’Arneo. Il tribunale giudicò fondate le tesi sostenute dall’allora giovanissimo avv. Dario Vitale per conto delle amministrazioni ricorrenti. Il piano venne ritenuto illegittimo perché approvato senza rispettare la legge regionale del 2003 che obbliga i consorzi a redigere i nuovi piani di riparto «di concerto» con i comuni del comprensorio. Come nascono le correnti cartelle di pa...

Elezioni comunali latianesi. La mano che caccia De Giorgi e getta le fave!

Sono 323 i voti in meno che il sindaco uscente, Antonio De Giorgi, ha preso rispetto al gruppo di liste della sua coalizione. Un dato in controtendenza rispetto ai risultati ottenuti dagli altri candidati sindaco; infatti il candidato sindaco Maiorano ha chiuso con un +205 voti rispetto alle liste a lui collegate, Guarini con +257, e Ruggiero con +19. Credo che, per De Giorgi, il voto disgiunto all’interno delle liste che lo sostenevano (a questo punto non so quanto lo sostenessero!) sia stato un boccone assai amaro da mandar giù, soprattutto in considerazione del fatto che per soli 26 voti si è visto sfuggire l’opportunità del ballottaggio a favore di Maiorano. In questi casi si dice che “la volontà popolare va sempre rispettata”, ma considerando il risultato elettorale latianese come «autentica espressione» della volontà popolare, cosa hanno voluto dire i cittadini latianesi al sindaco De Giorgi? Sta di fatto che De Giorgi, il quale a metà mandato aveva rottamato i suoi stessi ...

L’inquieto vivere tra un ideale e la realtà di Latiano

  Ogni qualvolta che ho tra le mani i miei due volumi del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, so che devo placare un’inquietudine, quella che nasce dal conflitto tra l’ideale e la realtà; « Don Chisciotte il cavaliere dell’ideale perenne in lotta con la realtà [e] Sancho, che si vede assegnato il compito di rappresentare l’altro polo dialettico, la quotidiana realtà, l’inerzia terrestre che finirà col trionfare della più alta follia, del più puro dei sogni » scriveva Vittorio Bodini nel 1956, nell’edizione del don Chisciotte edita da Einaudi. Negli ultimi giorni l’opera di Cervantes è stabilmente sulla mia scrivania. Sono i giorni della campagna elettorale di un briciolo di territorio dell’immenso mondo. Eppure, proprio tra le vie del mio paese, pare che si siano dati appuntamento Don Chisciotte e Sancho Panza per un inedito scontro: quello tra l’hidalgo e il suo scudiero, che porta inevitabilmente alla disfatta di Don Chisciotte e, quindi, alla sconfitta ...

LATIANO: LA POLITICA TRA PANCIA E CUORE DEL CANDIDATO SINDACO MAIORANO

«Tant’è vero che ho anche un cuore e che mi chiamo Sancho Panza» cantava qualche anno fa Francesco Guccini nella sua memorabile Don Chisciotte. Il verso del cantautore modenese   ha iniziato a risuonare nella mia testa sabato scorso quando, durante il confronto tra candidati Sindaco,   è stato chiesto al candidato   Mino Maiorano se qualora eletto, vista la crisi che colpisce le famiglie, avrebbe tagliato il compenso da sindaco. L’interpellato, con un gioco di parole proprio dell’azzeccagarbugli, si è lanciato in un discorsone di sillogismi e mirabolanti acrobazie lessicali, saltando tra le parole “pancia” e   “cuore”, e concludendo che non avrebbe rinunciato, neanche parzialmente, al compenso. Ad onor di cronaca bisogna dire che la stessa cosa hanno risposto, in modo diretto e meno artificioso, i candidati Ruggiero e De Giorgi; mentre pronti a dimezzarsi il compenso e a lavorare per alcuni periodi anche gratuitamente si sono offerti i candidati Di Coste e Guari...

IL CANDIDATO RUGGIERO PARLA DELLA SITUAZIONE DEGLI EDIFICI SCOLASTICI: CAVOLO CHE CORAGGIO!

Si è svolto sabato scorso, in un clima assai tranquillo, il confronto pubblico tra i cinque candidati sindaco al Comune di Latiano. L’incontro è stato condotto e moderato dal giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno dott. Franco Giuliano. Assai saggiamente il giornalista ha posto l’obbligo di parlare esclusivamente di programmi futuri, anche se poi –molto meno lealmente – è stato permesso solo al candidato De Giorgi (sindaco uscente) di parlare dei cinque anni del suo mandato (quasi)terminato. Va bè, scelte! Tra le parole dei candidati sindaco, però, mi hanno molto colpito quelle dell’avvocato Claudio Ruggiero in merito al suo futuro impegno per le scuole latianesi e per l’edilizia scolastica, punto principale della sua eventuale prossima

Latiano: “Les Bourgeois” di Brel, il mio personale tormentone elettorale.

Quando m’assale la pigrizia e si compie la metamorfosi del mio corpo in un bradipo, l’unico sforzo che riesco a fare è quello del muovere il mouse del computer. In questi momenti, nella rete trovo l’unica futile e non faticosa occupazione, ascoltando, senza seguire alcuna logica, brani musicali su youtube. Ultimamente In uno dei tanti stati di ozio, mi è capitato di ascoltare Les Bourgeois , scritto e musicato nel 1962 da Jacques Brel, cantautore e poeta di origine Belga. Il   brano, il cui ritornello è stato ripreso da Gaber ne I Borghesi , narra di tre giovani che, animati da grandi passioni intellettuali, dinanzi a vecchi notabili non perdono l’occasione di schernirli cantando «Les bourgeois c'est comme les cochons/Plus ça devient vieux plus ça devient bête» (I borghesi sono come i maiali / Più son vecchi   più son animali); ma alla fine della storia, quando i tre contestatori sono oramai anziani borghesi, dinanzi a giovani che a loro volta li scherniscono, si comport...

Emergenza Salento: il male uccide l’Anima di questa terra!

Da meno di un decennio il Salento è colpito da un grave male estraneo, che vuole distruggere la risorsa più importante del territorio: la terra. Parliamo della terra con la “t” minuscola, così ricca di colori, che rende questa parte d’Italia,   una zona unica al mondo.   Eppure il morbo vuol distruggere questa unicità che da secoli riempie le pance di chi vi abita e sazia, con le meraviglie di un paesaggio abbellito da secoli di lavoro, gli animi bendisposti alla bellezza.   I primi a morire, sotto i colpi del male, sono stati migliaia di vigneti, sterminati per fare spazio a campi fotovoltaici e altissime pale eoliche. Allora arrivarono esperti di agricoltura e ci dissero che noi non sapevamo produrre uva da vino di qualità: dovevamo cambiare! Ma cambiare per andare in quale direzione? La